Campania

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    Fattoria la Rivolta

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    I terreni aziendali sono tutti collinari e di natura calcareo-argillosa. Sono circa 31 gli ettari coltivati a vigneto. Dal 1997 sono coltivati con metodologie biologiche e dalla vendemmia 2001 tutte le uve prodotte in azienda sono certificate biologiche dall’ICEA, organismo di controllo autorizzato. Seguendo un preciso e graduale programma dal 1998 ad oggi si è proceduto al reimpianto di circa l’80% del vigneto. Le uve sono tutte appartenenti alla doc Taburno o Sannio. Il nuovo vigneto è stato piantato tutto a spalliera con sistemi di potatura a guyot o cordone speronato. Le uve raccolte in azienda sono, a bacca bianca, falanghina, coda di volpe, fiano e greco; a bacca rossa sono aglianico e piedirosso. La cantina, dotata delle attrezzature più moderne, è suddivisa in due strutture, una prettamente tecnica destinata alla vinificazione e l’atra, collocata all’interno della fattoria antica, dove ha luogo l’affinamento e l’imbottigliamento dei vini..
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    Tenuta S. Agostino

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    I  nostri vigneti sono in conversione biologica con cultura biodinamica. I sette ettari di terreno, ubicati a circa 160m s.l.m., si suddividono in coltivazione di grappoli bianchi di Malvasia e Trebbiano e grappoli rossi di Sangiovese, Lambrusco e Aglianico.

    I vini, a marchio Indicazione Geografica Tipica (I.G.T.), sono prodotti con uva seleziona di tipo Malvasia e Trebbiano. La produzione viene seguita in ogni fase dal nostro enologo, Dott. Vincenzo Mercurio, consulente vitivinicolo e fondatore dell’Accademia delle Ali di Mercurio, scuola di formazione per “artigiani del vino”. Questa scelta non è stata casuale. Il suo metodo di produzione, fondato sul rispetto del vitigno e del territorio, infatti, rispecchia i valori sui quali poggia il nostro progetto.

    Vino ed anfore hanno un legame antico. Nelle nostra cantina vogliamo rispettare il passato e le tradizioni guardando però al futuro. La voglia di sperimentazione ci ha portati ad utilizzare la tecnologia moderna per produrre il vino invecchiato in anfora. Infatti, le due anfore che utilizziamo sono realizzate: una in grès porcellanato, mentre l’altra, in terracotta, è rivestita con cera d’api. La loro struttura, permette la conservazione e l’evoluzione del vino consentendo uno scambio d’ossigeno con l’esterno in misura minore e quindi, tempi di affinamento più lunghi. Notevoli sono le differenze organolettiche. Il vino è più fresco, più fruttato e più bilanciato rispetto a quello prodotto con il metodo tradizionale. I profumi ed i sapori emergono in maniera netta e soprattutto sono privi degli aromi tipici del legno.